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NARRATIVA

Roberto Pazzi

Incontro con l’autore

06 aprile 2000 Presentazione di “ La città volante”

Svegliandosi una mattina, gli abitanti di una cittadina dell'Italia centrale si accorgono con stupore che la loro città sta volando, inopinatamente e senza un motivo apparente. Non è che la prima della tante sorprese che colgono gli innumerevoli personaggi, dietro i quali si intravedono riferimenti precisi e puntuali a una realtà italiana descritta con ironia e con una visione del mondo la cui unica salvezza sembra essere la creatività.

Note sull’autore

Nato a Ameglia,La Spezia, nel 1946. E’ poeta e narratore.

Alcune delle opere  più importanti:

Poesia

Calma di vento  (Garzanti,1987)

Il filo delle bugie  (Corbo, 1994)

La gravità dei corpi  (Palomar, 1998)

Talismani  (Marietti, 2003)

Narrativa

Cercando l'Imperatore (Marietti, 1985)

La principessa e il drago (Garzanti, 1986)

Vangelo di Giuda (Garzanti, 1989)

Incerti di viaggio (Longanesi, 1996)

La città volante (Baldini e Castoldi, 1999)

Conclave (Frassinelli, 2001)

L'ombra del padre (Frassinelli, 2005)

Qualcuno mi insegue  (Frassinelli, 2007)

Dopo primavera (Frassinelli, 2008)

 

Umberto Piersanti

Incontro con l’autore

06 marzo 2001   Presentazione di   “L’Estate dell’altro millennio

A Urbino nel 1939,quando la grande catastrofe è alle porte, Marco è uno studente di Lettere, Franco fa il contadino. Si ritrovano al fronte, in Montenegro, a dare la caccia ai “ribelli”. Nei Balcani, ognuno è solo con i morti e la paura, attaccato ai ricordi di un tempo che  sembra lontanissimo. L’8 settembre 1943 riporta i protagonisti nelle campagne umbre e marchigiane: nell’Italia che si prepara alla guerra civile, Franco ritorna la suo lavoro e Marco sale in montagna con i partigiani. La fucilazione di un giovane tenente repubblichino e la visita di Laura, la donna che rappresenta la giovinezza e il sogno, trascinata rapata per le strade di Rimini, portano Marco a una solitudine inquieta e rancorosa. Il mondo sembra franato, e l’estate del ’39, quella delle passeggiate, dei sogni e degli amori è ormai irrimediabilmente persa: la guerra che sta terminando l’ha relegata in un altro millennio.

 

02 marzo 2007 Presentazione di Olimpo”

Due storie si incontrano e si fondono in questo romanzo: una storia d’amore, breve, tenera, contrastata; e la ricerca, invece, di un assoluto proiettato in un tempo mitico. Olimpo, il terzo romanzo del poeta Piersanti, coniuga tempi e luoghi distanti, fra il Montefeltro e la montagna degli dèi, l’oggi e una remota antichità. Senza nulla concedere al gusto facile e pervasivo della new age, Umberto Piersanti esalta le risorse dell’immaginazione richiamando un’epica che entra con naturalezza in una storia di sentimenti ed emozioni quotidiane. 

Note sull’autore

Nasce ad Urbino nel 1941. E’ una  delle figure  più importanti della letteratura  italiana contemporanea. La sua produzione letteraria è soprattutto poetica.Nell'anno 2005 è stato  uno dei candidati al Premio Nobel per la Letteratura.

Alcune delle sue opere più importanti:

Poesia:

Per tempi e luoghi (I quaderni del battello Ebbro,1999)

I luoghi persi  (Einaudi,1994)

Nel tempo che precede (Einaudi,2002)

 (Einaudi,2008).

Narrativa:

L'uomo delle Cesane(Camunia,1994)

L'estate dell'altro millennio (Marsilio, 2001),

Olimpo (Avagliano, 2006)


Juan Octavio Prenz 

Incontro con l’autore

10 novembre 2002  Presentazione di  “La favola di Innocenzo Onesto, il decapitato”

In una tranquilla cittadina del Sudamerica scatta l’allarme sociale: il nemico è la risata, corruttrice delle serie e severe abitudini piccolo-borghesi. Il protagonista del romanzo, l’irreprensibile Innocenzo Onesto, decide di dare lui stesso l’esempio, decisivo, e si fa decapitare. Un’équipe di medici sostituisce la sua testa con quella di un mostro, inizia la riabilitazione dell’ibrido umano, l’inserimento nel mondo del lavoro... Finché il potere - con un’operazione speculare da Grande Fratello - proietta la sua immagine in ogni angolo della città, e l’orrore diviene una nuova estetica. Ma il terrore non può durare a lungo, e l’implacabile necessità del riso riemerge da una smorfia del mostro...

Note sull’autore

Nato a La Plata in  Argentina nel 1932, originario dell’Istria croata, vive dal 1979 a Trieste. Scrittore, saggista, poeta e traduttore. Nel 1992 con la raccolta La Santa Pinta de la Niña María ha ottenuto il Premio Internazionale "Casa de las Américas".

 

Alcune delle sue opere più importanti:


Poesia

Cuentas claras (Ed. bilingüe español-serbocroata, Edit. KOV 1979)

Apuntes de historia ( Ed. LAR, 1986)

Habladurias del Nuevo mundo (Rialph, 1986)

Cortar por lo sano (Edit. Tierra Firme, 1987)

Hombre Lobo (Ed. Trilce, 1998).

La santa Pinta de la Niña Maria (Casa de las Américas,1992)


Narrativa 

Carnaval y otros cuentos, Premio "Promoción literaria" de la Pvcia de Buenos Aires (La Plata, 1962)

La favola di Innocenzo Onesto, il decapitato (Marsilio,2001)

Sveti dim (El humo sagrado), in serbocroato, (Gradac, 2006)

El señor Kreck  (Losada, 2006)  

 

Gabriele Ghiandoni 

 Incontro con l’autore

16 febbraio 2003  Presentazione di  “Al Fiume”

La voce che parla in questi racconti ha il tono della conversazione rammemorante, a volte bucata da dialoghi fulminanti. È una sorta di inventario d'infanzia, una guida intima tra le maschere del ricordo e i loro tranelli.                                                                        

Note sull’autore

Gabriele Ghiandoni è nato a Fano nel 1934, dove risiede. Poeta, narratore, saggista, ha pubblicato opere in versi e in prosa.

 

Alcune delle sue opere più importanti:

Nel dialetto della sua città ha le seguenti opere poetiche:

Gì a tors  (Longo, 1994);

Da per lu sol (Mobydick, 1996);

La Festa (Mobydick, 1998);

La mùsiga (Marsilio, 2000);

Concerto (L’Obliquo, 2003);

Sinfonietta  (Prova d’autore, 2006).

Narrativa:

Racconti di Fano  (Manni, 1999),

Al fiume (Manni, 2002)

La scrittura va sola per il mondo (Manni, 2005).

 

Paolo Teobaldi

Incontro con l’autore

28 marzo 2004  Presentazione di  “ Il Padre Dei Nomi”

Eugenio Benedetti è un uomo fuori dal comune: ha quattro genitori (uno meglio dell'altro), una moglie splendida e innamorata, tre-quattro figli; e non sa neanche cosa sia il senso di colpa. La sua doppia educazione, borghese e proletaria, e una straordinaria sensibilità linguistica lo portano quasi naturalmente a lavorare come copywriter free-lance a Milano, dove si specializza nel mestiere di trovare nomi per nuovi prodotti. Battezzando (per conto terzi) e fatturando (pro domo sua), il protagonista attraversa felicemente il lungo arco di tempo compreso tra la fine della seconda guerra mondiale e le prime avvisaglie della new economy. Un lungo piacevole sogno, interrotto solo dalla nube di Chernobyl: un incubo da cui lo salverà solo Dante.

Note sull’autore

Paolo Teobaldi è nato nel 1947 a Pesaro, dove vive.Ha fatto il traduttore, il copywriter e l’insegnante d’italiano. I suoi libri sono stati tradotti in francese, tedesco, spagnolo e greco

Alcune delle sue opere più importanti:

Scala di Giocca (Edes, 1984),

Finte (Edizioni e/o,1995),

La discarica (Edizioni e/o, 2002)

Il padre dei nomi  (Edizioni e/o, 2002)

Il mio manicomio (Edizioni e/o,  2007)

La badante (Edizioni e/o, 2004)

 

Helga  Schneider

Incontro con l’autore      

28 novembre 2004  Presentazione di    “L’usignolo dei Linke ”  

Assumendo su di sé il carico di un dolore non suo, ci trasmette il racconto affidato nell’estate del 1949 a lei bambina (a sua volta segnata dall’esperienza della guerra) da un piccolo profugo prussiano. Attraverso le parole di Kurt riviviamo così la tragedia delle centinaia di migliaia di tedeschi orientali che nell’inverno ’44-’45, fuggendo davanti all’Armata Rossa che avanza da est, cercano di raggiungere i porti del Baltico e da qui, a bordo di una nave, la Germania Occidentale. Per il piccolo Kurt, che dopo il terribile epilogo della fuga si è chiuso in se stesso ed è piombato in quello che i terapeuti che lo hanno in cura chiamano pudicamente un «lutto patologico», la brusca, scontrosa simpatia della bambina Helga sarà in qualche modo l’uscita dall’orrore e l’inizio della guarigione: per lei, in quella miracolosa estate del 1949 trascorsa insieme sulle rive dell’Attersee, riuscirà a dare parole allo strazio del ricordo.

Note sull’autore

Nasce nel 1937 in Slesia (territorio tedesco che dopo la seconda guerra mondiale sarà assegnato alla Polonia).Dal 1963 vive a Bologna. Helga Schneider ha trascorso la sua infanzia  a Berlino negli anni  del nazismo. Nel 1941, all’età di quattro  anni  la madre la abbandonò per diventare prima ausiliaria delle SS e poi guardiana al campo femminile di Ravensbruck e successivamente di Auschwitz-Bierkenau. Nel dicembre del 1944 Helga e suo fratello, grazie ad una zia  collaboratrice del ministro Joseph Goebbels, vengono scelti, insieme a molti altri bambini berlinesi, per essere "i piccoli ospiti del Führer". Helga incontrerà Adolf Hitler nel  suo famoso bunker.

Alcune delle sue opere più importanti:

Il rogo di Berlino (Adelphi, Milano, 1995)

Porta di Brandeburgo (Rizzoli. Milano, 1997)

Il piccolo Adolf non aveva le ciglia (Rizzoli, Milano 1998)

Lasciami andare, madre (Adelphi, Milano, 2001)

Stelle di cannella (Salani, Milano, 2002)

L'usignolo dei Linke (Adelphi, Milano, 2004)

L'albero di Goethe (Salani, Milano, 2004)

Heike riprende a respirare (Salani, Milano, 2008)

Io, piccola ospite del Führer (Einaudi, Milano, 2006)

Il piccolo Adolf non aveva le ciglia (Einaudi, Milano, 2007)

La baracca dei tristi piaceri (Salani, 2009)

 

Alice Banfi

Incontro con l’autore

04 luglio 2008 Presentazione di “Tanto scappo lo stesso”.

 Alice cresce nell’amore e nel caos di una famiglia ‘diversa’. Il suo sogno di bambina è diventare pittrice. Col tempo il sogno di Alice si trasforma in rabbia, che riversa per lo più su se stessa, sul suo corpo con l’alcool, l’anoressia, picchiandosi e infliggendosi tagli sempre più profondi. Arriva il primo di una lunga serie di ricoveri in reparti psichiatrici. Alice si ritrova in un micro-mondo a forma di corridoio: è all’inferno. Lungo il corridoio, le porte, e per ogni porta una persona, un matto. Tutti, per un motivo o per l’altro, legati mani e piedi al letto. Ma Alice sa sempre liberarsi dalle fascette che stringono polsi e caviglie. Vuole fuggire, magari solo per un’ora, ci prova e ci riesce. Tanto, per rientrare basta suonare il campanello. C’è da ridere, c’è da piangere e c’è da pensare. Chi è il matto in questa storia?

Note sull’autore

Alice Banfi è anche pittrice. Lavora ed espone nella sua galleria sul lungomare di Camogli.  Ha al suo attivo numerose personali di disegni, pittura, dipinti, illustrazioni per l’infanzia a Milano, Roma, Genova.

Ha pubblicato:

“Tanto scappo lo stesso” (Stampa Alternativa,2008) 

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