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SAGGISTICA

Massimo Raffaeli

Incontro con l’autore

1 5  novembre 2001 Presentazione di  “Questa siepe. Scrittori nelle Marche 

Le Marche costituiscono, ormai da decenni, un caso letterario nazionale: ancora oggi nessun’altra regione, in Italia, annovera riviste, poeti e narratori “residenti” di così alto livello. Un filologo e critico letterario ne traccia il diagramma e ne disegna le fisionomie, fornendo un primo bilancio.

Note sull’autore

Massimo Raffaeli è nato nel 1957. Filologo e critico letterario, scrive sul quotidiano "Il Manifesto" e su numerose riviste specializzate. Ha curato testi di autori italiani (Carlo Betocchi, Alberto Savinio, Massimo Ferretti, Primo Levi) e versioni di scrittori francesi (fra cui Zola, Artaud, Céline, Crevel, Genet, Duvert).

Alcune delle sue opere più importanti:

El vive d’omo (Scritti su Franco Scataglini) (Transeuropa, 1998)

Appunti su Fortini (L’Obliquo, 2000)

Questa siepe. Scrittori nelle Marche (Il lavoro editoriale, 2000)

Il canto Magnanimo. A colloquio con Umberto Piersanti (peQuod, 2005)

L’angelo più malinconico. Storie di sport e letteratura (Affinità elettive edizioni, 2005)

Don Chisciotte e le macchine. Scritti su Paolo Volponi (peQuod, 2007)

Sivori, un vizio. E altri scritti di calcio. (Editore Italic,2010)

 


Andrea Tagliapietra

Incontro con l’autore

06 dicembre 2001 Presentazione di  “ Filosofia della bugia”

La menzogna si confronta, per definizione, con il concetto di verità e con quello di libertà, con i campi del sapere e con quelli del potere. Tuttavia, il problema della bugia non è riducibile alle questioni della moralità, a un valore regolativo della politica o alle complesse casistiche del diritto. Il paradosso della menzogna consiste nella sua implicita domanda di verità e, insieme, nella sua capacità di farci tornare, ogni volta, all’imbarazzante dualità dell’inizio, a quel dialogo originario che precede ogni monologo. Ma la filosofia della bugia e la storia della sincerità, che qui appaiono intimamente intrecciate, non ci raccontano solo di quella menzogna che riguarda il mondo delle cose, ma anche e soprattutto di quella bugia che ha per oggetto noi stessi, nelle forme della doppiezza, del mascheramento e dell’autoinganno. Allora, che senso ha essere sinceri? Che cosa significa essere veraci? Che differenza c’è fra il bugiardo e l’impostore, fra il falsario e il plagiario?

Note sull’autore

Nato a Venezia nel 1962, insegna Storia della filosofia moderna e contemporanea presso l'Università Vita-Salute san Raffaele di Milano. Collabora con importanti istituzioni culturali quali: Biennale di Venezia; Festival Internazionale del Teatro di Santarcangelo di Romagna; Istituto Italiano per gli Studi Filosofici; RAI Educational; Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche, ecc. Nell'estate del 2004 ha vinto il Premio Viareggio-Répaci per la saggistica.

Alcune delle sue opere più importanti:

La metafora dello specchio. Lineamenti per una storia simbolica.(Feltrinelli, 1991)

Il velo di Alcesti. La filosofia e il teatro della morte. (Feltrinelli, 1997)

Filosofia della bugia. Figure della menzogna nella storia del pensiero occidentale.(Bruno Mondadori, 2001)

La virtù crudele. Filosofia e storia della sincerità (Einaudi, 2003)

La forza del pudore (Rizzoli,2006) 

Il dono del filosofo (Einaudi,2009)

 


Fulco Pratesi

Incontro con l’autore

 06 ottobre 2002 Presentazione di   “Storia della natura d'Italia” 

L'Italia ha una storia straordinaria anche dal punto di vista naturale e paesaggistico. Questo libro ne descrive la varietà e ne segue le infinite modificazioni a partire dall'ultima glaciazione, otto millenni prima dell'era cristiana, per poi percorrere le vicende dell'interazione tra uomo e natura fino ai nostri giorni. In ogni epoca, da quella romana al Medioevo, dal rinascimento all'avvento dell'industria, l'uomo ha infatti stabilito un diverso rapporto con il paesaggio.

Note sull’autore

Nato a Roma nel 1934 è fondatore del WWF Italia di cui è ora Presidente onorario. 

Alcune delle sue opere più importanti:

Clandestini in Città (Mondadori,1975)

Esclusi dall'Arca (Mondadori, 1978)

Il Mondo della Palude (Rizzoli,1981)

Natura in Città (Rizzoli,1984)

Taccuini Naturalistici (Mondadori,1989)

Dalle caverne ai grattacieli (Laterza,1996) 

Storia della natura d'Italia (Editori Riuniti, 2001)

I Cavalieri della Grande Laguna (Pandion, 2005)

   

 

Renato Moro

Incontro con l’autore

28 novembre 2002 Presentazione di  “La Chiesa e lo sterminio degli ebrei” 

Le polemiche sull'atteggiamento della Chiesa dinanzi allo sterminio degli ebrei non accennano a spegnersi. Perché se è vero che Pio XII si espose facendo da tramite, fra 1939 e 1940, fra gli inglesi e un gruppo di generali tedeschi che tramavano contro Hitler, il silenzio pubblico del papa e della Chiesa di fronte alla Shoah appare alla coscienza odierna ingiustificabile. Renato Moro ricostruisce le ragioni di quell'atteggiamento: le radici dell'antisemitismo cristiano; la visione di neutralità assoluta della Chiesa preconciliare nei confronti della guerra; una mentalità diplomatica che preferisce i passi discreti alla denuncia pubblica. Segue poi la storia successiva delle tormentate ricostruzioni della verità, fra la richiesta di perdono di papa Woytila e l'ipotesi di beatificazione di Pio XII.

Note sull’autore

Prorettore dell’Università degli Studi Roma Tre. Dal 1995 docente di Storia contemporanea presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi Roma Tre. I suoi interessi di riguardano principalmente il tema del rapporto tra ideologie politiche e società di massa, con particolare attenzione all'intreccio tra processo di modernizzazione, fenomeni politici in particolare nazionalismo,razzismo, pacifismo e dimensione religiosa.

Alcune delle sue opere più importanti:

La formazione della classe dirigente cattolica (Il Mulino, 1979)

La Chiesa e lo sterminio degli ebrei (Il Mulino, 2002)

Cattolicesimo e totalitarismo, con  Daniele Menozzi (Morcelliana, 2004)

Fascismo e franchismo: Relazioni, immagini, rappresentazioni, con Giuliana Di Febo (Rubbettino, 2005);

Guerra e pace nell'Italia del Novecento,con L.Goglia e L. Nuti (Il Mulino, 2006).

 


Elena Aga Rossi

Incontro con l’autore

12 ottobre 2003 Presentazione di  “ Una Nazione allo sbando” 

L'8 settembre 1943 segna una delle date più drammatiche nella storia del nostro paese. Sulla base di documenti provenienti dagli archivi italiani, inglesi e americani, questo libro ricostruisce le vicende che hanno preceduto e seguito l'armistizio fra l'Italia e gli angloamericani. L'autrice descrive l'evoluzione della politica alleata nei confronti dell'Italia, l'adozione del principio della resa incondizionata, gli inconcludenti sondaggi italiani per uscire dal conflitto, fino alle trattative e all'annuncio dell'armistizio. Con la decisione di fuggire da Roma, lasciando l'esercito senza ordini, il re, il governo Badoglio e gli alti comandi militari condannarono il paese all'occupazione tedesca e indussero la dissoluzione dell'esercito, che pure fu protagonista di diversi episodi di resistenza sia in Italia sia tra le divisioni di stanza nei Balcani e nell'Egeo, che si conclusero con feroci massacri da parte dei comandi tedeschi.

Note sull’autore

Professore Ordinario di Storia contemporanea all'Università dell'Aquila e docente stabile alla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, dove è responsabile dell'Area didattica di "Storia politica e delle istituzioni". Nei suoi studi ha seguito vari filoni tematici, dalla storia dei partiti politici alla politica estera italiana, ai rapporti internazionali.

Alcune delle sue opere più importanti:

Gli Stati Uniti e le origini della guerra fredda  (Il Mulino,1984)

"L'Italia nella sconfitta" (Esi, 1985),

Operation Sunrise. La resa tedesca in Italia 2 maggio 1945  (con B.F. Smith, Mondadori, 2005).

Una nazione allo sbando, l'armistizio italiano del settembre 1943 (Il Mulino, Bologna, Terza ed. 2003, premio Walter Tobagi per la storia).

Togliatti e Stalin (con V. Zaslavsky), II ed. il Mulino, Bologna, 2007.

 


Stefano  Velotti

Incontro con l’autore

23 novembre 2003 Presentazione di  “ Storia Filosofica dell’ignoranza” 

Chi sapesse tutto e fosse trasparente a se stesso non avrebbe più niente da conoscere o da esperire. Sarebbe morto. In questo senso, l’ignoranza è l’emblema della vita. Eppure, non è facile comprendere cosa sia: come facciamo, infatti, a sapere che c’è sempre qualcosa che ignoriamo se, appunto, è ciò che ci sfugge? E in che modo la riflessione filosofica sull’ignoranza può illuminare il luogo comune secondo cui l’arte e la poesia ci farebbero accedere a qualcosa di ignoto?

Note sull’autore

Insegna Estetica presso la Facoltà di Filosofia dell'Università di Roma ‘La Sapienza’ e come visiting professor in diverse università degli Stati Uniti.

Alcune delle sue opere più importanti:

Adolf Loos. Lo stile del paradosso (De Donato,1988)

Sapienti e bestioni. Saggio sull'ignoranza, il sapere e la poesia in Giambattista Vico (Pratiche editrice,1994)

Storia filosofica dell’ignoranza (Laterza,2003)

Il non so che. Storia di una idea estetica (con P. D’Angelo, Aesthetica, 1997)

 


Roberto Galaverni 

Incontro con l’autore

25 gennaio 2004   Presentazione di  “ Dopo la poesia” 

In questa raccolta di scritti sulla poesia italiana contemporanea, l’idea diffusa dell’impasse artistica postnovecentesca viene rovesciata nell’indicazione di una possibilità di poesia libera e plurale, priva di orientamenti ideologici o stilistici predeterminati e proprio per questo nuovamente e fortemente responsabile rispetto alle sollecitazioni del proprio tempo. Senza pretese sistematiche, ma proprio per questo in modo estremamente penetrante e persuasivo, l’interpretazione della poesia italiana più recente (con richiami consistenti alle più importanti esperienze secondonovecentesche, in particolare alla terza generazione dei Bertolucci, Caproni, Sereni e Luzi) non procede mai disgiunta da un riferimento al contemporaneo panorama poetico europeo e internazionale.

Note sull’autore

Roberto Galaverni è nato a Modena nel 1964 e vive a Bologna. Critico letterario, collabora con Alias-il manifesto, «Nuovi Argomenti» e i programmi di Radiotre-Rai.

Alcune delle sue opere più importanti:

Nuovi poeti italiani contemporanei (Guaraldi, 1996)

Dopo la poesia (Fazi, 2002)

Il poeta è un cavaliere Jedi. Una difesa della poesia (Fazi, 2006)

 


Isnenghi Mario

Incontro con l’autore

01 febbraio 2005  presentazione di “L' Italia in piazza. I luoghi della vita pubblica dal  1848 ai giorni nostri”. 

Il libro identifica la piazza quale teatro tipicamente italiano della vita pubblica e della lotta politica e, attraverso gli usi che ne sono stati fatti, ricostruisce le trasformazioni della società italiana. Dai moti del 1848 alle cannonate di Bava Beccaris e ai grandi scioperi, dai comizi interventisti alle adunate oceaniche del fascismo, da piazzale Loreto ai "disordini" di piazza, ma anche alle piazze dei paesini, con i caffè e le osterie: questa è la storia dell'ultima tumultuosa stagione in cui l' "andare in piazza" è stato parte integrante della vita dei cittadini, prima che luogo pubblico per eccellenza diventasse la televisione. L'uso politico della piazza abbia ripreso forza nell'ultimo decennio, in un interscambio fra piazza mediatica e piazza reale, dalla grande manifestazione antifascista del 25 aprile 1994 ai fatti di Genova e alla morte in piazza di Carlo Giuliani.

Note sull’autore

Insegna Storia contemporanea nell’Università di Venezia Ca’ Foscari.

Alcune delle sue opere più importanti:

I luoghi della memoria. Simboli e miti dell'Italia unita (Laterza, 1996)

L'Italia del fascio (Giunti, 1996)

I luoghi della memoria. Personaggi e date dell'Italia unita (Laterza, 1997)

Breve storia dell'Italia unita a uso dei perplessi (Rizzoli, 1998)

La tragedia necessaria. Da Caporetto all'otto settembre( Il Mulino,1999)

La grande guerra 1914-1918, con G. Rochat, (La nuova Italia, 2000)

L' Italia in piazza.I luoghi della vita pubblica dal 1848 ai giorni nostri (Il Mulino,2004)

Dalla Resistenza alla desistenza. L'Italia del Ponte (1945-1947),Laterza, 2007.

Garibaldi fu ferito. Storia e mito di un rivoluzionario disciplinato (Donzelli, 2007)

 


Paolo Bonetti

Incontro con l’autore

29 gennaio 2006  Presentazione di  “Discorrendo di etica e bioetica”

Discorrendo di etica e di bioetica è una raccolta di saggi che costituiscono un lungo e approfondito dialogo con le principali tesi che nel corso degli ultimi anni si sono proposte intorno al tema della bioetica. Un raffronto con autori delle più diverse tendenze filosofiche ed epistemologiche offre l’occasione di un catalogo ragionato e commentato delle dottrine presenti nell’attuale dibattito teorico, attraverso il filo rosso di una personale chiave di lettura che fa di questo libro insieme un manuale e una introduzione al tema

Note sull’autore

Nato a Fano nel 1939 insegna Bioetica nel corso di laurea in Biotecnologie della Facoltà di Scienze dell’Università di Urbino. E’ stato docente di Filosofia morale all’Università di Cassino, occupandosi dei rapporti fra etica e politica nel pensiero italiano del Novecento con libri su Croce, Pareto, Gramsci e il gruppo liberalradicale raccolto attorno al settimanale “Il Mondo” diretto da Mario Pannunzio.  Collabora a riviste di cultura storica, politica e filosofica come “Nuova Antologia”, “Critica liberale”, “Colloqui”.

Ha pubblicato:

Discorrendo di etica e bioetica (Marco Editore,2005)

Gramsci e la società liberaldemocratica (Laterza,1980)

Introduzione a Croce (Laterza, 1984)

Intervista sulla democrazia laica a Giovanni Spadolini(Laterza, 1987)

Pareto (Laterza, 1994)

 


Anna  Tonelli

Incontro con l’autore

13 novembre 2005 presentazione di Politica e amore. Storia dell'educazione ai sentimenti nell' Italia contemporanea. 

Il binomio politica-amore ha un'importanza centrale nella ricostruzione della storia sociale e politica contemporanea, legato come è alla volontà dei partiti di estendere la propria influenza disciplinatrice sulla vita privata dei militanti e dei cittadini.  L'autrice studia la morale cattolica attraverso l'attività dell'Azione Cattolica, mentre per la morale comunista utilizza i severi codici formulati dagli organismi istituzionali del Pci, dalle scuole di partito così come dalla Direzione nazionale. I caratteri della morale socialista sono riassunti nella battaglia per la modernizzazione dei costumi che parte dai catechismi socialisti ottocenteschi per arrivare alla legge Merlin sulle case chiuse e alla battaglia per il divorzio.

Note sull’autore

Anna Tonelli insegna Storia contemporanea e Storia del giornalismo nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Urbino. Si occupa di temi di storia sociale con particolare riferimento alla cultura popolare, alla storia della mentalità e del costume, al rapporto fra politica e società nell’Italia dell’Ottocento e del Novecento. Scrive sul quotidiano”La Repubblica”

Alcune delle sue opere più importanti:

E ballando ballando. La storia d’Italia a passi di danza 1815-1996 (Angeli, 1998)

Italia vagabonda. Il tempo libero degli italiani. Dal melodramma allapay tv (con S. Pivato, Carocci, 2001)

Comizi d'amore. Politica e sentimenti dal '68 ai Papa boys (Carrocci, 2007)

Stato spettacolo. Pubblico e privato dagli anni '80 a oggi (Bruno Mondadori) 

Per carità ricevuta. Povertà e assistenza in Romagna fra '800 e '900 (Franco Angeli, 1991)

L'inchiesta sanitaria del 1899. La voce dei medici nel caso dell'Emilia orientale e della Romagna (Franco Angeli, 1987)

Politica e amore. Storia dell'educazione ai sentimenti nell' Italia contemporanea (Il Mulino editore,2003)

 

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